L’alloro e l’aquila: la testa laureata in tre secondi
Guardate i capelli. Una corona di foglie, annodata dietro la testa, e due nastri sulla nuca: è la testa laureata. Senza fogliame, la moneta è un napoleone precedente, presentato nella scheda del 20 franchi testa nuda.
Girate poi la moneta. La corona vegetale degli anni Cinquanta è sparita; al suo posto, un grande decoro araldico: l’aquila nello scudo, il collare della Legion d’onore, il manto imperiale e la sua corona. La cifra 20 e l’abbreviazione FR sono spostate ai lati.
Il nuovo disegno è stabilito da una legge del luglio 1860 (il 18), e la coniazione inizia l’anno seguente. Peso e titolo restano quelli di tutti i napoleoni d’oro dal 1803. Le presse si fermano nel settembre 1870, con la caduta dell’Impero.
Tutte le date vanno quindi dal 1861 al 1870. Una testa laureata datata fuori da questi anni va fatta verificare.
Una lettera a sinistra della data, un simbolo a destra
Su questo tipo la zecca si legge al rovescio, ai piedi dello scudo: la lettera è posta subito prima del millesimo. La lettera A rimanda a Parigi, le due BB a Strasburgo. Lione, che aveva partecipato nel 1855, non ha coniato alcuna testa laureata.
A destra del millesimo cercate un disegno minuscolo. La moneta del 1866 A del museo Carnavalet mostra un’ancora, il segno di Albert-Désiré Barre. Al dritto, sopra il nome BARRE, lo stesso esemplare porta un’ape: quella di Alfred Renouard de Bussière, che dirige la zecca parigina dal 1861. I due segni sono quindi separati, uno per faccia, mentre la testa nuda li raggruppava sotto il collo.
Resta un dettaglio che richiede una moneta di confronto: l’altezza della lettera. Una parte dei 1862 di Parigi ha una A grande, e si conoscono BB grandi per tre annate di Strasburgo: 1864, 1867, 1869. Mettete affiancate due monete dello stesso millesimo e confrontatele con la lente.
I millesimi che attirano l’attenzione
Tra le monete di circolazione, in testa c’è il 1870 A: meno di 870.000 esemplari, coniati in un anno di guerra. Seguono il 1861 BB, primo anno di Strasburgo per questo tipo, e il 1870 BB, sotto i due milioni.
La varietà più ricercata è il 1866 BB con contorno rigato. Al posto del motto in rilievo, il contorno mostra una serie di righe. Fate ruotare la moneta sotto la luce: la differenza si vede senza lente.
Le lettere di zecca grandi formano una famiglia più accessibile. La A grande del 1862 e le tre BB grandi si incontrano più spesso, ma restano meno numerose delle monete ordinarie degli stessi anni.
Esistono infine delle prove del tipo, in particolare datate 1861 e 1862. Sono rimaste nelle collezioni e non compaiono quasi mai in un’eredità.
Per tutte queste monete lo stato di conservazione conta quanto la data. Una moneta poco circolata conserva un lustro satinato tra le lettere della legenda: non pulitela.
Falsi in platino, falsi in oro e monete dello stesso formato
Il napoleone laureato è stato imitato già durante il Secondo Impero con monete in platino dorato. Le date citate da Abacor e BDOR includono il 1865 BB, il 1867 BB e il 1868 A. Il peso può ingannare, ma l’usura fa affiorare un grigio spento sotto la doratura. Questi falsi d’epoca interessano oggi i collezionisti in quanto tali.
Le copie moderne, spesso in oro, si riconoscono dal disegno: piume dell’aquila confuse, maglie del collare impastate, foglie d’alloro senza nervature, lettere del contorno irregolari. Pesate, misurate e guardate l’aquila con la lente.
Alcune monete estere hanno lo stesso modulo e lo stesso peso al centigrammo. Sono i 20 franchi o le 20 lire dell’Unione monetaria latina, coniati in Belgio, in Italia o in Svizzera con altre effigi, e il 20 franchi Genio della Repubblica dopo il 1870. Il ritratto laureato di Napoleone III compare anche su monete d’oro da 10, 50 e 100 franchi, di dimensioni molto diverse.