Dritto
Testa laureata di Napoleone rivolta a destra, legenda « NAPOLEON EMPEREUR » scandita da piccoli rombi, firma dell’incisore sotto il collo sulle monete d’argento. Il ritratto è quello degli anni 1809-1814.
Scheda Numismatique Grasse, a cura di Maison Or & Bijoux Mougins · rivista
| Paese | Francia |
|---|---|
| Metallo | Oro 900 ‰ (20 franchi); argento 900 ‰ (5 e 2 franchi) |
| Peso | 6,45 g (20 F); 25 g (5 F); 10 g (2 F) |
| Diametro | 21 mm (20 F); 37 mm (5 F); 27 mm (2 F) |
| Anni di coniazione | Solo 1815, tra il ritorno a Parigi (20 marzo) e la seconda abdicazione (22 giugno) |
| Zecche | 20 F: A, L, W; 5 F: A, B, BB, I, L, M, Q, W; 2 F: A |
| Riferimenti | Le Franc F.516A (20 F), F.307A (5 F), F.256 (2 F); Gadoury 595 (5 F); KM 703, 704 e 705 |
Tornato dall’isola d’Elba, nella primavera del 1815 Napoleone fa di nuovo battere moneta a suo nome. Queste monete datate 1815 sono identiche in ogni tratto a quelle del 1809-1814, ma la loro coniazione è durata solo poche settimane. Nello stesso anno le zecche hanno prodotto anche monete di Luigi XVIII: la data da sola non basta, bisogna leggere la moneta per intero.
Testa laureata di Napoleone rivolta a destra, legenda « NAPOLEON EMPEREUR » scandita da piccoli rombi, firma dell’incisore sotto il collo sulle monete d’argento. Il ritratto è quello degli anni 1809-1814.
L’indicazione « 20 FRANCS », « 5 FRANCS » o « 2 FRANCS » in lettere, al centro di una corona d’alloro annodata in basso, legenda « EMPIRE FRANÇAIS ». In basso il millesimo 1815, la lettera di zecca e un piccolo simbolo, il segno del direttore (sul 2 franchi di Parigi un gallo precede la data).
Le prime dodici righe sono le monete dei Cento giorni. Le successive, a nome di Luigi XVIII (busto vestito) e datate anch’esse 1815, servono da confronto: molto più numerose, sono spesso quelle che si ritrovano in una scatola di famiglia.
| Moneta | Zecca | Tiratura | Nota |
|---|---|---|---|
| 20 F Napoleone | A (Parigi) | 435.981 | Esiste con il 5 ribattuto su un 4, e su tondello brunito |
| 20 F Napoleone | L (Bayonne) | 18.332 | Bassa tiratura |
| 20 F Napoleone | W (Lille) | 9.369 | Tiratura più bassa tra i 20 franchi dei Cento giorni |
| 5 F Napoleone | A (Parigi) | 473.412 | CGB indica 473.130; tondello brunito con contorno liscio, tiratura n. c. |
| 5 F Napoleone | B (Rouen) | 93.122 | |
| 5 F Napoleone | BB (Strasburgo) | 3.723 | Il più raro dei 5 franchi 1815 dell’imperatore |
| 5 F Napoleone | I (Limoges) | 596.364 | Tiratura più alta dell’emissione |
| 5 F Napoleone | L (Bayonne) | 96.680 | |
| 5 F Napoleone | M (Tolosa) | 79.715 | |
| 5 F Napoleone | Q (Perpignano) | 20.528 | Bassa tiratura |
| 5 F Napoleone | W (Lille) | 21.190 | Bassa tiratura |
| 2 F Napoleone | A (Parigi) | 6.777 o 6.783 | Unica zecca; noto su tondello brunito |
| 20 F Luigi XVIII | A (Parigi) | 2.467.038 | Esiste anche con contorno liscio |
| 20 F Luigi XVIII | B (Rouen) | 23.054 | |
| 20 F Luigi XVIII | K (Bordeaux) | 34.508 | Esiste con 5 su 4 |
| 20 F Luigi XVIII | L (Bayonne) | 54.702 | Fiore coricato o diritto; 5 su 4 |
| 20 F Luigi XVIII | Q (Perpignano) | 46.999 | Grappolo coricato o diritto; 5 su 4 |
| 20 F Luigi XVIII | W (Lille) | 137.802 | |
| 20 F Luigi XVIII | R (Londra) | 871.581 | Coniato fuori dalla Francia per il re |
Tirature dei Cento giorni secondo BDOR (463.682 pezzi da 20 franchi, 1.384.734 da 5 franchi esclusi i tondelli bruniti). Per il 2 franchi CGB e CoinVarieties danno 6.777, BDOR 6.783. Luigi XVIII: BDOR e, per Londra, Le Franc F.518 e CoinVarieties. Le varietà di una stessa data (5 su 4, tondello brunito, posizione del segno) non sono conteggiate a parte.
Il calendario sta in poche date. Napoleone sbarca a Golfe-Juan il 1º marzo 1815 ed entra alle Tuileries la sera del 20 marzo. Viene sconfitto a Waterloo il 18 giugno, abdica il 22 giugno, e Luigi XVIII rientra a Parigi l’8 luglio.
In questo intervallo le zecche non incidono alcun disegno nuovo. Riprendono i punzoni dell’Impero, quelli della testa laureata con il rovescio « EMPIRE FRANÇAIS », e cambiano semplicemente il millesimo. Vengono coniati solo tre tagli: il 20 franchi oro, il 5 franchi argento e il 2 franchi argento.
I cataloghi consultati non registrano alcun 40 franchi datato 1815: l’ultimo 40 franchi di Napoleone è del 1813. Nemmeno gli elenchi del catalogo Le Franc riportano franchi, mezzi franchi o quarti di franco dei Cento giorni. Per le piccole monete d’argento degli anni precedenti, vedete la scheda dei franchi d’argento di Napoleone I.
Il 20 franchi esce da tre sole zecche: Parigi (A), Bayonne (L) e Lille (W). Parigi da sola fornisce più di nove pezzi su dieci; i 1815 W, sotto i diecimila esemplari, sono i più difficili da trovare.
Il 5 franchi è più disperso. Lo hanno coniato otto zecche, e la prima non è Parigi ma Limoges, con quasi 600.000 pezzi. All’estremo opposto, la zecca BB ne ha prodotti solo 3.723: è la data che i collezionisti cercano per prima in questa serie.
Il 2 franchi è il caso limite. È stato coniato solo a Parigi, in meno di settemila esemplari, tanto da risultare molto più raro del 20 franchi d’oro dello stesso anno. Si riconosce dal gallo inciso davanti alla data, accanto alla lettera A.
Per leggere la lettera e il segno bastano una lente 10× e una luce radente.
Una moneta del 1815 può appartenere all’uno o all’altro campo. Luigi XVIII ha fatto coniare prima del ritorno di Napoleone, e poi di nuovo dopo luglio. Le due serie hanno lo stesso peso e lo stesso modulo. Bastano però quattro gesti per decidere.
Un dettaglio inganna spesso: la cifra 5 ribattuta su un 4. Si vede su 20 franchi di Napoleone coniati a Parigi, ma anche su 20 franchi reali di Bordeaux, Bayonne e Perpignano. Non è quindi una firma dei Cento giorni. Infine, su un 20 franchi datato 1815, la lettera R indica Londra, dove si è coniato per Luigi XVIII: mai per l’imperatore in quell’anno.
Queste monete hanno circolato a lungo. Sulla testa laureata l’usura cancella prima le nervature delle foglie e le ciocche sopra l’orecchio, poi la guancia si appiattisce. Al rovescio le foglie della corona diventano lisce, e il piccolo segno vicino alla data può quasi sparire.
A Parigi sono stati coniati anche 20 e 5 franchi su tondello brunito, con fondi a specchio. Il 5 franchi brunito ha il contorno liscio, senza iscrizione: non è un difetto.
Le date rare attirano i ritocchi. Un 1814 la cui ultima cifra fosse stata raschiata e reincisa sarebbe un millesimo falso: il 5 deve avere lo stesso rilievo e la stessa patina delle altre cifre. Pesate, misurate e confrontate il contorno con una moneta dell’Impero sicura. Non pulite nulla.
Il territorio di Grasse ha visto passare l’imperatore poco prima di queste coniazioni. Dopo una prima notte vicino a Cannes, la colonna attraversa Mougins e Mouans-Sartoux e il 2 marzo 1815 fa sosta sull’altopiano di Roquevignon, sopra Grasse. Raggiunge poi Saint-Vallier e quindi Séranon, dove Napoleone dorme quella stessa sera. Le monete a suo nome usciranno dalle zecche solo dopo il suo arrivo a Parigi, tre settimane più tardi; l’itinerario è descritto nella pagina Route Napoléon.
Leggete la legenda del dritto. Se riporta « NAPOLEON EMPEREUR », la moneta è dei Cento giorni. Se riporta « LOUIS XVIII ROI DE FRANCE », è della Restaurazione, coniata prima di marzo o dopo luglio.
No, secondo i cataloghi consultati: l’ultimo 40 franchi di Napoleone è datato 1813, e il successivo è di Luigi XVIII, dal 1816.
Tra le monete correnti, il 5 franchi 1815 BB (3.723 esemplari) e il 2 franchi di Parigi (meno di 7.000). I tondelli bruniti di Parigi sono ancora più rari.
Sì. Bertrand Mathieu, nel negozio di Mougins, verifica legenda, zecca, contorno e stato di conservazione durante una stima gratuita.