La Route Napoléon e le monete del 1815
Il 2 marzo 1815 una colonna di un migliaio di soldati sale da Cannes verso Grasse, con l’imperatore in testa. Si trattiene solo poche ore, ma si lascia dietro alcuni cannoni e il nome di un altopiano. Ecco il percorso, giorno per giorno, e le monete che allora passavano di mano nel territorio di Grasse.
1º marzo, una spiaggia tra Antibes e Cannes
Partito dall’isola d’Elba il 26 febbraio 1815, Napoleone tocca terra il 1º marzo in fondo al golfo Juan, nel territorio di Vallauris. Gli effettivi variano da un autore all’altro: da 1.000 a 1.200 uomini circa. La spiaggia è allora quasi deserta, con qualche capanna di pescatori. La truppa vi resta diverse ore, in un uliveto.
Un tentativo su Antibes fallisce: la piazzaforte resta chiusa. La marcia si organizza quindi verso ovest. Il generale Cambronne precede la colonna con l’avanguardia per riconoscere il cammino e raccogliere viveri. Il generale Drouot chiude la marcia. A notte la colonna bivacca a Cannes, vicino a una cappella dedicata a Notre-Dame-de-Bon-Voyage, oggi scomparsa.
Un dettaglio conta per chi si interessa di monete. La contea di Nizza, francese dalla Rivoluzione, è stata restituita a Casa Savoia nel 1814. Nel marzo 1815 il confine torna quindi a passare sul Varo, a pochi chilometri a est del luogo dello sbarco.
Mezzogiorno a Grasse, pranzo sull’altopiano
Il 2 marzo la colonna lascia Cannes all’alba. Attraversa Mougins in mattinata, passa Mouans senza fermarsi e raggiunge Grasse verso mezzogiorno. La città conta allora più di 12.000 abitanti. Vive di concerie e di profumi, ed è la prima città importante sulla strada dell’imperatore.
A Grasse si prende una decisione che segnerà tutto il seguito. La strada carrozzabile verso Digne non esiste ancora: oltre la città ci sono solo mulattiere. Napoleone sceglie comunque la montagna anziché la valle del Rodano. Bisogna alleggerire la colonna. Quattro cannoni, una berlina e diverse vetture restano sulla piazza della Foux. Il bagaglio riparte a dorso di mulo.
La truppa non alloggia in città. Si sistema a nord, sull’altopiano di Roquevignon, che da allora è chiamato plateau Napoléon. L’imperatore vi pranza sotto una quercia. Secondo le guide del territorio di Grasse, ai soldati vengono distribuiti viveri sulla piazza del Calvecin, l’attuale square Fragonard. Verso le 14 la marcia riprende in direzione di Saint-Vallier.
Sei giorni di valichi fino a Grenoble
Saint-Vallier è raggiunto verso le 16 attraverso il colle del Pilon. Vi si aggiungono dei muli. A Escragnolles Napoleone fa visita alla madre del generale Mireur, figlio del paese caduto in Egitto. Poi la colonna supera sotto la neve il colle di Valferrière, a 1.169 metri. Arriva a Séranon verso le 22. L’imperatore trascorre una notte breve nella bastide du Broundet, su una poltrona, completamente vestito.
Il 3 marzo si entra a Castellane, poi si dorme a Barrême. Il 4 marzo Digne è raggiunta di sabato, giorno di mercato; la notte si passa al castello di Malijai. Il 5 marzo Sisteron verso mezzogiorno, poi Gap a tarda sera. Il 6 marzo, tappa a Corps.
Il 7 marzo, vicino a Laffrey, un battaglione del 5º di linea mandato a sbarrare la strada passa dalla parte dell’imperatore. Più avanti il colonnello de La Bédoyère porta con sé il 7º di linea. Grenoble apre la porta di Bonne verso le 23. Lione segue il 10 marzo, Parigi il 20.
Il denaro in tasca nel marzo 1815
Gli abitanti che vedono passare la colonna contano in franchi dalla legge del germinale anno XI (1803). Il franco pesa 5 grammi d’argento a 900 millesimi. Le monete d’argento vanno dal quarto di franco allo scudo da 5 franchi, e l’oro è coniato in pezzi da 20 e 40 franchi. Per riconoscere le monete d’argento del Consolato e dell’Impero, vedete la scheda dei franchi d’argento di Napoleone I.
Le monete dell’Ancien Régime non sono però scomparse. Gli scudi da 6 lire e i luigi d’oro restano nei cassetti e negli scambi. Bisogna attendere la legge del 14 giugno 1829 perché gli scudi siano demonetizzati. In uno stesso pagamento, nel 1815, uno scudo di Luigi XVI poteva ancora affiancare un pezzo da 5 franchi con il profilo di Napoleone.
Ultimo elemento del quadro: dal maggio 1814 il governo di Luigi XVIII conia i propri pezzi da 5 franchi, con il busto vestito del re e lo stemma di Francia. Quando Napoleone attraversa il territorio di Grasse, cammina quindi su strade dove circolano già monete reali nuove di zecca.
Le monete coniate durante i Cento giorni
Tornato alle Tuileries il 20 marzo, Napoleone fa riprendere la coniazione con la sua effigie. Queste monete portano la testa laureata e, al rovescio, la scritta EMPIRE FRANÇAIS. Vengono prodotte fino alla seconda abdicazione del 22 giugno. Luigi XVIII rientra a Parigi l’8 luglio.
Il pezzo da 5 franchi di questo periodo pesa 25 grammi d’argento a 900 millesimi, per 37 millimetri. Secondo le tabelle di tiratura pubblicate da BDOR, ne escono circa 1,38 milioni di esemplari da Parigi, Limoges, Rouen, Strasburgo, Bayonne, Tolosa, Perpignano e Lille. Nessuna zecca provenzale figura in questo elenco. Una moneta dei Cento giorni ritrovata nel territorio di Grasse è quindi arrivata da altrove. I 20 franchi oro sono coniati a Parigi, Bayonne e Lille.
Attenzione al millesimo: 1815 non basta. Anche monete di Luigi XVIII portano questa data, prima e dopo i Cento giorni. A fare la differenza sono il ritratto e la legenda. Il dettaglio per zecca è nella scheda monete dei Cento giorni.
Che cosa ricorda il 1815 sul posto
A Golfe-Juan la colonna Napoleone ha avuto più vite: abbattuta dopo Waterloo, rialzata all’inizio del Secondo Impero, danneggiata nel 1871. È stata spostata e reinaugurata il 1º luglio 1932, sormontata da un busto in marmo di Carrara. Una lapide, sul porto, ricorda lo sbarco. A Cannes un’altra lapide, sulla chiesa di Notre-Dame-de-Bon-Voyage, evoca il bivacco.
A Grasse il plateau Napoléon conserva il ricordo della sosta. I tronchi carbonizzati di tre cipressi segnalavano il luogo, e una quercia porta il nome dell’imperatore. Sopra Saint-Vallier, l’antico chemin de la Siagne segue il tracciato realmente percorso nel 1815, e non la strada attuale.
La strada stessa è più recente dell’episodio. Il suo tracciato tra Grasse e il vallone di Nans viene realizzato tra il 1832 e il 1855. Nel 1913 l’abate Jules Chaperon propone di dare il nome di Napoleone alla strada da Antibes a Lione. La carreggiata viene asfaltata nel 1927, e l’itinerario turistico è inaugurato nel luglio 1932. Lo si riconosce dai cartelli ornati da un’aquila ad ali spiegate.
Da Golfe-Juan a Grenoble, marzo 1815
| Data | Luogo | Tappa |
|---|---|---|
| 1º marzo | Golfe-Juan (Vallauris) | Sbarco, sosta di diverse ore in un uliveto; tentativo fallito su Antibes |
| 1º marzo, sera | Cannes | Bivacco al calar della notte |
| 2 marzo, mattina | Mougins, Mouans | Attraversamento senza lunghe soste |
| 2 marzo, mezzogiorno | Grasse | Cannoni e vetture lasciati in piazza della Foux, pranzo sull’altopiano di Roquevignon, partenza verso le 14 |
| 2 marzo, pomeriggio | Saint-Vallier, Escragnolles | Colle del Pilon, acquisto di muli, visita alla madre del generale Mireur |
| 2 marzo, notte | Séranon | Colle di Valferrière sotto la neve, arrivo verso le 22, bastide du Broundet |
| 3 marzo | Castellane, Barrême | Pranzo alla sottoprefettura di Castellane, notte a Barrême |
| 4 marzo | Digne, Malijai | Digne verso mezzogiorno, giorno di mercato; notte al castello di Malijai |
| 5 marzo | Sisteron, Gap | Sisteron prima di mezzogiorno, Gap verso le 23 |
| 6 marzo | Corps | Notte all’hôtel du Palais |
| 7 marzo | Laffrey | Il battaglione del 5º di linea si unisce all’imperatore |
| 7 marzo, sera | Grenoble | Ingresso verso le 23 dalla porta di Bonne |
Fonti: Fondation Napoléon (napoleon.org) e napoleon-empire.org; Wikipédia, Histoire de Grasse, per i cannoni lasciati in piazza della Foux. Gli orari sono quelli dei racconti e restano indicativi.
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Le domande che ci fanno
Napoleone ha dormito a Grasse?
No, secondo i racconti consultati. Vi arriva verso mezzogiorno del 2 marzo, pranza sull’altopiano di Roquevignon e riparte verso le 14. La notte seguente la trascorre a Séranon.
Una moneta datata 1815 viene per forza dai Cento giorni?
No. Anche Luigi XVIII ha fatto coniare monete con il millesimo 1815. Solo quelle con la testa laureata di Napoleone e EMPIRE FRANÇAIS al rovescio appartengono ai Cento giorni.
Gli scudi di Luigi XVI erano ancora accettati nel 1815?
Sì. Gli scudi da 6 lire e i luigi d’oro sono stati demonetizzati solo con la legge del 14 giugno 1829. Circolavano accanto ai franchi.
Dove far identificare una moneta di quest’epoca?
Il numismatico del negozio di Mougins, a circa un quarto d’ora da Grasse, esamina le monete gratuitamente. Le tappe sono descritte nella pagina stima delle monete.
Fonti
- Fondation Napoléon, La route Napoléon
- napoleon-empire.org, The Flight of the Eagle
- Wikipédia, Histoire de Grasse
- Wikipédia, Route nationale 85 (France)
- Wikipédia, Cent-Jours
- Wikipédia, Franc germinal
- Wikipédia, Alpes-Maritimes (premier département 1793-1814)
- Encyclopædia Universalis, Écu d’argent (loi du 14 juin 1829)
- BDOR, 5 francs Napoléon Cent-Jours (tirages par atelier)
- BDOR, 5 francs Louis XVIII buste habillé
- CGB, 20 francs or Napoléon tête laurée Cent-Jours 1815
- Côte d’Azur France, Colonne Napoléon (Vallauris Golfe-Juan)
- Provence-Alpes-Côte d’Azur Tourisme, Ancienne route Napoléon (Saint-Vallier-de-Thiey)
- Routes touristiques, La route Napoléon dans les Alpes-Maritimes
- Gîtes de France, La route Napoléon (balisage à l’aigle)