Dritto
Profilo rivolto a destra. « BONAPARTE PREMIER CONSUL » sulle prime monete, poi « NAPOLEON EMPEREUR »: testa nuda fino al 1807, testa laureata in seguito. La firma di Tiolier compare sotto il busto.
Scheda Numismatique Grasse, a cura di Maison Or & Bijoux Mougins · rivista
| Paese | Francia |
|---|---|
| Metallo | Argento 900 ‰ |
| Peso | 1,25 g (quarto); 2,5 g (mezzo); 5 g (1 franco); 10 g (2 franchi) |
| Diametro | 15 mm; 18 mm; 23 mm; 27 mm |
| Anni di coniazione | Dall’anno XI (1803) al 1814, più il 2 franchi dei Cento giorni nel 1815 |
| Zecche | Parigi (A) e, secondo gli anni, altre diciassette: B, BB, D, G, H, I, K, L, M, MA, Q, R, T, U, W, CL e Utrecht |
| Riferimenti | Le Franc da F.157 a F.162 (quarto), da F.173 a F.178 (mezzo), da F.200 a F.205 (franco), da F.250 a F.256 (2 franchi) |
Il quarto di franco, il mezzo franco, il franco e il 2 franchi nascono con il sistema del germinale, nel 1803. In dodici anni cambiano più volte ritratto e legenda, e vengono coniati in zecche che vanno da Bayonne a Roma. Sono questi cambiamenti, più della sola data, a permettere di classificare una moneta.
Profilo rivolto a destra. « BONAPARTE PREMIER CONSUL » sulle prime monete, poi « NAPOLEON EMPEREUR »: testa nuda fino al 1807, testa laureata in seguito. La firma di Tiolier compare sotto il busto.
Una corona di due rami d’alloro circonda l’indicazione del taglio (« QUART », « DEMI FRANC », « 1 FRANC », « 2 FRANCS »). Legenda « REPUBLIQUE FRANÇAISE » fino al 1808, « EMPIRE FRANÇAIS » dal 1809, abbreviata in « EMP FRA » sul quarto. In basso data e lettera di zecca, con un piccolo segno.
Esistono diverse centinaia di combinazioni di data e zecca: eccone una selezione, dalle più abbondanti alle più scarse. Leggete insieme taglio, data e lettera, perché una zecca comune per il franco può essere rarissima per il 2 franchi.
| Taglio | Data | Zecca | Tiratura | Nota |
|---|---|---|---|---|
| 1 franco | Anno XI | A | 231.868 | Primo console; varietà « CONSUL » senza punto |
| 1 franco | Anno XI | W | 5.756 | Primo console, Lille |
| 1 franco | Anno 12 | A | 1.310.634 | Primo console, l’anno più abbondante |
| 1 franco | Anno 12 | U | 5.589 | Primo console, Torino |
| 2 franchi | Anno 12 | BB | 1.798 | Imperatore testa nuda, rovescio Repubblica |
| 2 franchi | Anno 13 | A | 742.302 | Esiste con il 3 ribattuto su 2 |
| 2 franchi | Anno 14 | D | 204 | Lione; una delle tirature più basse del periodo |
| 2 franchi | 1806 | D | 530 | Ritorno al calendario gregoriano |
| Quarto | 1807 | A | 41.142 | Ritratto di transizione del 1807, solo Parigi |
| Mezzo franco | 1807 | A | 58.488 | Ritratto di transizione |
| 1 franco | 1807 | A | 99.753 | Ritratto di transizione; CGB indica 99.507 |
| 2 franchi | 1807 | A | 24.118 | Ritratto di transizione |
| 2 franchi | 1807 | A | 18.519 | Prima testa laureata, rovescio Repubblica |
| 2 franchi | 1808 | A | 1.099.774 | Esiste con l’8 ribattuto su 7 |
| 2 franchi | 1808 | U | 2.297 | Torino |
| Quarto | 1809 | A | 34.124 | Unico quarto con rovescio Impero; BDOR indica 34.136 |
| Mezzo franco | 1809 | MA | 3.176 | Marsiglia |
| Mezzo franco | 1812 | A | 1.720.032 | Comune |
| 1 franco | 1809 | U | 5.549 | Torino |
| 1 franco | 1810 | BB | 4.336 | Strasburgo |
| 1 franco | 1811 | A | 1.347.215 | Comune |
| 1 franco | 1813 | R | 779 | Roma; tiratura più bassa del franco con rovescio Impero |
| 1 franco | 1814 | A | 42.045 | Ultimo anno; hanno coniato solo A e M |
| 2 franchi | 1810 | BB | 1.389 | Strasburgo |
| 2 franchi | 1811 | A | 2.509.142 | Tiratura più alta del 2 franchi imperiale |
| 2 franchi | 1813 | CL | 906 | Genova |
| 2 franchi | 1815 | A | 6.777 | Cento giorni, solo Parigi |
Tirature rilevate nelle tabelle di BDOR, tipo per tipo; quarto del 1809 e franco del 1807 verificati con CGB e CoinVarieties, che danno cifre vicine. Numeri di tipo secondo gli elenchi del catalogo Le Franc. Le date ribattute (3 su 2, 8 su 7) condividono la cifra della data normale.
La legge del 7 germinale anno XI (1803) fissa il franco a 5 grammi d’argento al titolo di 900 millesimi. Tutto il resto ne discende: 1,25 g per il quarto, 2,5 g per il mezzo, 10 g per il 2 franchi. I diametri seguono, da 15 a 27 mm.
Una bilancia da cucina al decimo di grammo basta quindi a ordinare un lotto. Una moneta molto consumata perde un po’ di metallo, ma un franco non scende mai al peso di un mezzo franco.
Il contorno offre un secondo indizio. Quello del quarto e del mezzo franco è liscio. Il franco e il 2 franchi portano incisa « DIEU PROTEGE LA FRANCE ».
Il quarto del 1809 si riconosce anche dal rovescio: per mancanza di spazio la legenda è abbreviata in « EMP FRA », e la parola « QUART » sostituisce qualsiasi cifra al centro della corona.
Le legende raccontano la trasformazione del regime, ed è grazie a loro che si data un tipo.
Durante i Cento giorni viene ripreso solo il 2 franchi, a Parigi; è presentato nella scheda delle monete dei Cento giorni. I 5 franchi della stessa epoca appartengono a un’altra serie.
Parigi conia ogni anno, ma partecipano anche quasi tutte le zecche di provincia. La lettera si legge in basso al rovescio, dopo la data. Più la carta dell’Impero si allarga, più l’elenco si allunga: Ginevra (G) sotto il Consolato, Torino (U) dall’anno 12, poi Roma (R), Utrecht e Genova (CL) negli ultimi anni. Utrecht si riconosce da un piccolo simbolo a forma di albero di nave, al posto di una lettera.
Queste zecche lontane hanno spesso prodotto poco, da cui tirature di poche migliaia o perfino di poche centinaia di pezzi. Il franco di Roma del 1813 non arriva a 800 esemplari; il 2 franchi di Genova dello stesso anno supera appena i 900. Il 2 franchi di Lione dell’anno 14 è ancora più scarso, con 204 esemplari.
Non confondete rarità e antichità: un franco di Parigi del 1811 o un mezzo franco del 1812 sono abbondanti. Ciò che separa una moneta ordinaria da una moneta ricercata è la coppia data e zecca, e poi lo stato di conservazione.
Diverse monete finiscono nelle stesse scatole. I franchi di Luigi XVIII, dal 1816, hanno le stesse dimensioni ma portano il nome del re. Quelli di Napoleone III, sotto il Secondo Impero, mostrano « NAPOLEON III EMPEREUR » e la firma BARRE: il numero romano basta a escluderli.
Il Regno d’Italia, di cui Napoleone era re, ha coniato lire d’argento con la sua effigie e una legenda in italiano. Le monete di Utrecht, invece, sono a tutti gli effetti francesi: portano le legende dell’Impero, coniate nei Paesi Bassi allora annessi.
Esistono falsi d’epoca, anche del 2 franchi con il ritratto di transizione del 1807. Diffidate di una moneta troppo leggera, dal suono sordo, con un ritratto privo di dettagli nei capelli o un contorno dalle lettere irregolari.
Su una moneta autentica l’usura colpisce prima la capigliatura, l’orecchio e le foglie d’alloro, poi le nervature della corona al rovescio. Non pulite l’argento annerito: quella tinta lo protegge.
Per quasi tutto il periodo di queste monete il Varo non era un confine. Dal 1793 al 1814 la contea di Nizza formava il primo dipartimento delle Alpi Marittime, con capoluogo Nizza, mentre l’arrondissement di Grasse restava nel dipartimento del Var. Questi franchi con l’effigie del console e poi dell’imperatore circolavano quindi sulle due rive del fiume. Dopo il 1814 Nizza torna al Regno di Sardegna, e il territorio di Grasse ridiventa terra di confine fino al 1860.
No. Fino al 1808 il rovescio conserva la menzione della Repubblica mentre il dritto nomina già l’imperatore. « EMPIRE FRANÇAIS » compare solo nel 1809.
L’anno 13 del calendario repubblicano va dal settembre 1804 al settembre 1805. Il calendario gregoriano torna in vigore il 1º gennaio 1806.
Dal peso e dalle dimensioni: 1,25 g e 15 mm per il quarto, 2,5 g e 18 mm per il mezzo. Il quarto porta la parola « QUART », senza cifra.
Quelle delle zecche lontane (Roma, Genova, Torino, Utrecht), le monete di Strasburgo e di Lione a bassa tiratura, il ritratto di transizione del 1807 e il 2 franchi del 1815. Un numismatico del negozio di Mougins le controlla durante una stima gratuita.